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Intervista al gruppo Olden

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Domenica 11 Settembre 2011 22:16
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olden_davideOlden è il progetto personale di Davide Sellari, ragazzo Italiano che adesso vive in Spagna e più precisamente a Barcellona.
Davide ha scitto e arrangiato tutte le canzoni dell'omonimo album del gruppo Olden.
Il lavoro si presenta piacevole e maturo, consiglio quindi di dare un opportunità a Davide Sellari e la sua musica.
Per saperene di più eccovi un'intervista con la mente artistica della band.


Pulashock: Ciao Davide innanzitutto complimenti per il disco, lo trovo davvero un lavoro piacevole e maturo.
Per iniziare presentaci il tuo progetto Olden..
Davide: Ciao, grazie a voi per lo spazio che mi avete dato e soprattutto per aver pubblicato cosi' rapidamente la recensione...di solito c'è un bella lista di attesa...c'è chi addirittura mi ha detto che, si', parlera' del disco, ma solo nei primi mesi del 2012...
Bene, il progetto “Olden”, si diceva...diciamo che il quasi-giovane Olden è nato circa tre anni fa, dopo anni di “palchi” e canzoni in italiano, come “lead singer”di alcune band (Zonaplayd, Figli di John fra tutte) .
Pensai che era il momento di una svolta, di un cambio, e cosi' mi ribattezzai in “Olden”, cominciando, per la prima volta, a comporre in inglese; “vediamo cosa esce fuori!”, mi son detto...



Pulashock: Parlami delle tue origini come musicista. Come hai iniziato a fare musica?
Davide: Diciamo che la prima chitarra l'ho presa in mano intorno ai 13 anni, il miglior regalo che potessi ricevere, anche se in quel momento ancora non me ne rendevo conto...era appena scomparso Freddie Mercury ed io, come molti altri di quegli anni mi avvicinai alla musica dei Queen; gia' avevo sentito qualche canzone ma quando comincia ad ascoltarli con piu' attenzione fu letteralmente una folgorazione! Intanto, nello stereo della macchina dei miei genitori crescevo con la musica degli anni '60, italiana e internazionale, compresi i “classicissimi Beatles”, spesso presenti nelle “selezioni domestiche”.

Per tornare alla domanda senza dilungarmi troppo, ho iniziato a sfiorare le corde di uno strumento musicale (la chitarra) suonando e cantando le canzoni dei Queen e dei Beatles...
e da lì, poi, non sono piu' tornato indietro...


Pulashock: Chi sono i musicisti che hanno collaborato alla realizzazione dell'album?
Davide: Sono degli ottimi musicisti che vivono a Barcellona e che, come dicevo nella mia presentazione sono degli “uomini fidati” dell'etichetta catalana Daruma Records.
Una particolarita': tra gli altri ha partecipato al disco anche un violoncellista russo, che ha arricchito alcuni arrangiamenti dando alle canzoni (ad esempio “Jim & Jane” e “When the rain stops”)quel “tocco classico” del quale avevamo bisogno.


Pulashock: Sei Italiano, vivi in Spagna.. perché la scelta di cantare in inglese?
Davide: Perche' fa piu' “figo”, eheheh...a parte gli scherzi, diciamo che e'stata una scelta “di stomaco” ma anche “di testa”...mi ero un po'stancato di cantare in italiano (dopo anni di “gavetta”mal pagata) e la lingua spagnola non mi sembrava adatta per lo stile musicale e il “mondo”al quale appartengo...e poi perche' mi erano venute fuori due o tre canzoni che potevano essere cantate solo in inglese, vedi ad esempio “You”...non riesco ad immaginarmela in un altra lingua...e, dicevo, “scelta di testa” perche', sicuramente l'inglese e' la lingua piu' internazionale e che ti da la possibilita' di essere compreso praticamente in tutto il mondo...dai, diciamolo, l'ho scelto per “megalomania”, per diventare una star mondiale! :)


Pulashock: Parlaci delle tue influenze musicali..
Davide: Sicuramente da un lato i Beatles, i Queen, alcune cose dei Pulp, di David Bowie, gruppi piu' recenti come Radiohead e Travis; ma ci sono poi anche piccoli spunti da altri artisti meno “british” e piu' propriamente “folk-rock” come Neil Young, Tom Waits e i Grant Lee Buffalo.
Mi piacerebbe pensare che ci sia anche un po' di musica d'autore italiana (della quale sono un grande ascoltatore) ma, forse, questo non esce fuori visto che il disco è cantato in inglese...
Comunque e' sempre difficile rispondere ad una domanda cosi'...preferisco che siano gli altri a dirmelo...ah, dimenticavo un nome: Neil Sedaka.


Pulashock: La Spagna offre maggiori possibilità per un musicista rispetto all'Italia?
Davide: Io credo che bisogna fare una distizione importante, non tanto tra l'Italia e la Spagna, quanto tra la citta' in cui vivo ora, Barcellona e quella da cui provengo, Perugia...ovviamente in una provincia le possibilita' sono sempre inferiori rispetto ad una grande citta'...ci sono comunque i pro e i contro, come in tutto...a Perugia conoscevo praticamente tutti quelli che si occupavano di musica, qui a Barcellona, diciamo che mi sto facendo il mio “portfolio”, piano piano...

In definitiva non credo ci siano maggiori possibilita' in Spagna anche se, questo si', qui la figura del musicista, in generale, gode di maggior rispetto e considerazione...in Italia quando dici che sei un musicista, molto spesso, la gente ti guarda con un beffardo sentimento tra la commiserazione e il dileggio...


Pulashock: Quali sono secondo te i gruppi attuali, che ritieni validi e degni di nota?
Davide: Degni di nota sono tantissimi! Per citarne qualcuno posso dire che sto apprezzando molto l'ultimo disco degli Arcade Fire, l'ultimo dei Midlake; bello anche il disco dei Beach House, The National (li ho visti insieme ai Pulp al Primavera Sound di quest'anno, eccezionali!).

Sono davvero tanti, ogni mese esce fuori qualcosa di nuovo, non tutto mi piace ovviamente ma di interessante c'e' sempre molto...in Italia, ci sono alcuni artisti della zona “indie” molto interessanti, come ad esempio Le Luci Della Centrale Elettrica, I Verdena.
L'unico difetto e il rischio del cosiddetto “movimento indie” (in Italia soprattutto ma anche all'estero) è che alle volte appare un po' troppo snob ed autocelebrativo, soprattutto per opera di una certa parte della stampa specializzata.
Essere “indie” è fico ma anche essere “mainstream” non è niente male!:)


Pulashock: Fra le canzoni che preferisco c'è quella perla di When The Rain Stops..
Davide: Grazie per la parola “perla”, me la prendo volentieri...non saprei dirti se è la mia preferita (in verita' non ho una mia canzone preferita) pero' posso dirti che l'ascolto molto volentieri e che il “taglio” che abbiamo dato insieme alla produzione fa sicuramente un bell'effetto, “solido”, “corale”.

Ma, scusa, quindi le altre canzoni non sono perle? :)


Pulashock: Altro brano che ho trovato interessante è Another Word, un pezzo decisamente più rock che spezza i toni acustici del disco.. davvero un toccasana!
Davide: Un toccasana perche' dici che altrimenti il disco e' un po' sonnolento? Scherzo, ovviamente...l'intenzione era proprio questa, quella di dare uno scossone improvviso, spiazzare un po' l'ascoltatore con un pezzo totalmente diverso dagli altri ed inserito (sempre a proposito) come penultima canzone, quando meno te l'aspetti!


Pulashock: Una curiosità, riesci a vivere solo di musica?
Davide: Si', anche se guadagnare cosi' tanto con la musica alle volte mi fa sentire in colpa...no, dai, perdona ancora ma se ogni tanto non dico qualche stupidaggine mi sembra di prendermi troppo sul serio e allora non mi riconosco piu...diciamo che, poco a poco, le cose si stanno mettendo bene e allora potro' dire veramente che “vivo solo di musica”.


Pulashock: Progetti futuri e prossime performance live ?
Davide: I progetti futuri sono proprio delle performance live, qui in Spagna, in Italia e magari anche in Inghilterra...ovunque mi vogliano io andro'!
Stiamo lavorando proprio a questo, organizzando la band e un tour, con il quale potremo percepire davvero come sta andando il disco e qual'è la risposta della gente.


Pulashock: Lascia un messaggio...
Davide: Ahia, questa si che è dura...mi piacerebbe lasciare un messaggio d'amore universale ma la paura di diventare demagogico e banale mi frena un po'...

Facendo un'autocitazione allora vi diro' che “la felicita' e' come un pezzo di rottame se tu la lasci morire...”
Ovvero, diamoci da fare perche' la felicita' e' nelle nostre mani, dobbiamo solo prenderla, curarla, con coerenza e coraggio...oddio sembro il Papa!

Bene, ragazzi, grazie ancora e, per dirla di nuovo in chiave “evangelica”: Ascoltate la parola di Olden! :)

Leggi la recensione dell'album Olden - Olden
 
Autore Simo

Commenti 

 
0 #1 FantasticCecco 2011-09-15 22:27
...la citazione del Papa è la degna conclusione di un'intervista fantastica...good luck!!!
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