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Intervista al gruppo Dasauge

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Sabato 26 Novembre 2011 12:13
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Dasauge-gruppoIntervista al gruppo Dasauge, rock band campana, che con il disco You're dead and it's all your fault arriva al tanto atteso debutto.
Il primo album del gruppo contiene ottimi brani, pesantemente influenzati dalla scena post rock e denota una invidiabile maturità artistica e compositiva.

 


Pulashock: La band è attiva da dieci anni, ci racconti brevemente le tappe che hanno portato i dasauge al loro debutto?

Dasauge: Difficile per me riassumere in poche battute la storia di questi dieci anni. Oltre 160 live in giro per l’Italia, più di 40 partecipazioni a festival, 3 EP autoprodotti, tanta passione e pazienza. Abbiamo ricevuto più di una proposta discografica in questi anni, alcune addirittura straniere, ma aspettavamo quella che ci convincesse davvero, non volevamo qualcuno a cui piacesse il progetto, volevamo qualcuno che lo amasse, quanto lo amiamo noi. La storia recente dice che il disco nasce dopo 2 anni di silenzio, 2 anni in cui abbiamo lavorato molto su noi stessi, sul nostro suono, virando stilisticamente e cambiando di fatto il nostro mood. Tornando indietro non cambierei nulla, credo che questa pausa ci abbia aiutato moltissimo ed il caso ha voluto che il contratto con la I Make Records arrivasse proprio durante questo periodo. A volte quando tutti alzano la voce restare in silenzio è la cosa migliore da fare.

Pulashock: Sembra che la malinconia sia onnipresente nella vostra musica, di cosa parlano i testi?
Dasauge: La malinconia è sicuramente una componente importante della nostra musica, credo sia il nostro modo di raccontare il mondo, la vita che vediamo attorno a noi. Ma questo è solo l’aspetto più superficiale, è solo il guscio, al centro dei nostri testi c’è quasi sempre l’animo umano e le sue infinite sfaccettature, raccontiamo storie, raccontiamo di persone. Siamo cinici e dissacranti, romantici e catastrofici e ci piace giocare con le parole e col loro significato. Nel disco citiamo George Orwell, Jean Dominique Bauby, Philip Dick e le attrici hard Brea Lynn e Tory Lane. E’ un disco davvero pieno di cose.

Pulashock:  La vostra musica spazia dal gothic doom al post rock., In alcuni momenti di “You’re dead and it’s all your fault” mi sono venute in mente band come Anathema e My Dying Bride. Quale filone pensate vi rappresenti meglio e quali sono le vostre influenze?
Dasauge: Veniamo tutti da ascolti diversi in realtà, sono davvero poche la band che ci mettono d’accordo, credo di poter citare Deftones e Aereogramme su tutti, poi Mogwai, Oceansize ed Explosions in the sky. Ascoltiamo moltissima musica davvero, sarebbe impossibile stilare una lista e parliamo di band molto diverse tra loro, per cui non saprei indicare una scena di appartenenza, e questo spesso è croce e delizia per noi. Conosciamo gli Anathema e i My Dying Bride ma non tutti noi li amiamo. Ci piace davvero molto il post rock, le sonorità eteree in genere, ma siamo piuttosto fedeli al “formato canzone”, la voce ha quasi sempre uno spazio importante all’interno dei nostri pezzi.

Pulashock: Apprezzate in particolare qualche band italiana?
Diciamo che nel nostro “festival ideale” troverebbero spazio band come i Dufresne, i Neil on Impression ed i Port Royale.


Pulashock: Ho visto sulla vostra pagina di facebook che suonate serate interamente acustiche. Ritenete che la vostra musica sia adatta alla dimensione unplugged?
Dasauge: A dire il vero il set acustico è una novità per noi, abbiamo sempre sognato di farlo in questi anni, ma solo ora ci siamo decisi. All’inizio è stato un po’ un gioco, ed un modo per “ampliare” le possibilità in chiave promozionale del disco, ma la verità è che poi a sorpresa ce ne siamo innamorati. Suonare unplugged ha dato una veste più confidenziale ai pezzi, è l’anima gentile ed introspettiva delle canzoni che viene fuori, è una cosa bella, una totale rilettura. Assolutamente stimolante.


Pulashock: Il vostro album è disponibile in download digitale a soli 3.99 dollari, credete che queste iniziative siano un modo per combattere la pirateria?
Dasauge: Devo ammettere che non sentiamo troppo il problema pirateria, insomma, per le piccole realtà come la nostra piuttosto lontane dalle logiche di mercato il problema è piuttosto il contrario, ovvero la difficoltà di arrivare al grande pubblico. La pirateria è un problema per chi ha a che fare con la legge dei grandi numeri. Per noi vendere il disco a 4 euro oppure a 10 conta relativamente poco, per noi è importante riuscire ad entrare “in contatto” con l’ascoltatore. Probabilmente in questo senso la possibilità di comprare anche un solo brano, ascoltare e poi magari decidere di prendere l’intero album è un modo per avvicinarsi a chi non ci conosce, questo è l’aspetto più importante del digitale per noi.

Pulashock: Le date live di supporto al disco
Dasauge: Siamo in piena promozione del disco e speriamo che possa durare fino alla bella stagione, per esibirci nei festival. Il tour è un vero e proprio work in progress, le date spuntano giorno dopo giorno e siamo davvero soddisfatti. Stiamo portando in giro la nostra musica ed è davvero una bella soddisfazione, contiamo di coprire l’intera penisola, poi magari penseremo anche ad un mini tour europeo.

Pulashock: A voi i saluti
Dasauge: Intanto grazie mille a voi che ci date la possibilità di far arrivare la nostra musica a persone che non ci conoscono, davvero grazie di cuore. Ancora un grazie ed un forte abbraccio a chiunque decidesse di conoscerci meglio, potete entrare in contatto con noi sul web venendoci a trovare su www.dasauge.it oppure sulla nostra pagina facebook dove è possibile ascoltare alcuni brani del disco e anche su myspace all’indirizzo www.myspace.com/dasauge oppure sul sito della label www.imakerecords.it
Grazie ancora a tutti voi, lunga vita al rock!
Dasauge.

 
Autore Simo

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