Gen 29
|21:09
L’Italia narrata ai tempi del berlusconismo. Un’analisi schietta, profonda, rabbiosa, un racconto crudo sul marcio che ci circonda, sull’italietta dei sotterfugi, degli approfittatori, degli evasori. Il tutto condito da un suono rosso sangue, forte, intenso, alla Rage Against The Machine. E se devo ricondurre ad un gruppo gli Zero Lab Station è inevitabilmente alla band di Zack De La Rocha e Tom Morello che devo rifarmi, per stile musicale e impegno politico nei testi.
Zero Lab Station - Il mondo di sotto recensione Aggiungi commento
Gen 29
|21:00
"Tribe" è senza dubbio il lavoro discografico più interessante uscito negli ultimi mesi. Enrico Rava, lo storico jazzista italiano conosciuto in tutto il mondo (vanta collaborazioni con Gato Barbieri, Steve lacy, Carla Bley e altri illustri musicisti contemporanei), prende in mano la sua tromba e mette in fila una serie di brani di grande efficacia musicale, estranei a qualsiasi imposizione commerciale.


Devo ammettere che sono uno dei tanti rimasti delusi dall'abbandono della storica vocalist Tarja Turunen e di aver snobbato il loro precedente Dark Passion Play, album che vede il debutto nel gruppo della cantante Anette Olzon.
Band giovane questi The George Frevis Band. Provengono da Napoli, formazione classica. Il loro stile mischia alcune reminiscende anni 80 all'indie rock di inizio millennio (Strokes ) e alla musica italiana di contenuto.
Figli devoti dei più navigati Wilco, la band americana prodotta da Danger Mouse approfitta del momento di quiete in cui Arcade Fire e Sonic Youth stanno a riposo per comunicare la loro versatile e stratificata musica.
Con questo straordinario cd, il sassofonista Francesco Cafiso vero enfant-prodige del jazz internazionale (noto sopratutto per essere stato scoperto a soli 13anni dal trombettista jazz Winton Marsalis) ci offre il suo racconto musicale sulle rotte del jazz moderno e dell'hard-bop di matrice newyorkese.
Lunga attesa per questo primo Ep dei The Burlesque, la band partenopea proviene da un primo singolo “Easy Coffee” con tanto di video che ha destato tanta curiosità fra gli addetti ai lavori, compreso me. A distanza di quasi un’anno dall’uscita di questo primo singolo, ecco finalmente dinanzi a me “I was, I am, I will” e subito posso dire che non ha tradito le mie attese: sonorità puramente brit, ritmi veloci ed allegri e testi degni dello spirito anni ’60.
Nel quartier generale della musica francese, Yann Tiersen rappresenta una novità interessante già dai primi anni novanta, coniugando sperimentalismi sonori solitamente accasati nelle gerarchie della musica inglese o tedesca. 